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L’inquinamento nel mare Nostrum

Mare inquinato

Ad oggi il Mediterraneo, come accade anche nel resto degli oceani del nostro pianeta, è invaso dai rifiuti. La situazione, ad oggi, è più critica di quanto possiamo immaginare.

DATI ALLARMANTI

Nel Mediterraneo ci sono notevoli differenze tra lo stato di salute di alcune popolazioni di pesce e altre. Ad esempio, il tonno viene pescato in modo intensivo: nel 2015 quasi la metà del pescato totale di tonno, oltre il 43% rientra nei parametri di insostenibilità.

In un intervista rilasciata a “la Repubblica” , L’ecologo Giuseppe Bonanno dichiara: “La produzione di materie plastiche è in crescita da oltre 50 anni. Nel 1988 si producevano globalmente 30 milioni di tonnellate, nel solo 2016, abbiamo raggiunto la cifra record di 335 milioni di tonnellate”. Lo studioso afferma anche che: “Ogni anno 15 milioni di tonnellate della plastica che produciamo finisce in mare. In termini di peso, è come buttare in mare circa un milione di tir all’anno”.

Isola di Plastica – Mar tirreno – foto: www.mangwana.org

DAL REPORT WWF 2018

La plastica rappresenta il 95% dei rifiuti in mare aperto, sui fondali e sulle spiagge del Mediterraneo e proviene principalmente da Turchia e Spagna, seguite da Italia, Egitto e Francia.

L’Europa è il secondo maggiore produttore di plastica al mondo dopo la Cina, riversa in mare ogni anno tra le 150 e le 500 mila tonnellate di macro plastiche e tra le 70 e 130 mila tonnellate di microplastiche.

Il suo principale serbatoio è proprio il Mediterraneo che rischia di trasformarsi in una vera e propria “trappola di plastica”. I grandi pezzi di plastica feriscono, strangolano e causano spesso la morte di animali, incluse specie protette e a rischio come le tartarughe marine.

Ma sono le microplastiche, frammenti più piccoli e insidiosi, a raggiungere nel Mediterraneo concentrazioni record quasi 4 volte superiori a quelle registrate nell’ “isola di plastica” del Pacifico settentrionale.
Entrando nella catena alimentare, questi frammenti minacciano un numero ancora maggiore di specie animali e mettono a rischio anche la salute umana.

Tartaruga marina-foto: wwf.it

LA PLASTICA E’

Una sostanza organica artificiale, prodotta utilizzando materie fossili, come petrolio e gas, sebbene possa essere realizzata anche a partire da cellulosa e amido di mais.

La sua indistruttibilità, caratteristica che ne ha favorito l’ampio uso, è però anche la causa della sua pericolosità: la maggior parte delle plastiche non si biodegrada in alcun modo e permane nell’ambiente per centinaia di anni.

foto spiaggia romagnola-foto: www.ravennatoday.it

LA GESTIONE DEI RIFIUTI

Alla radice di questo inquinamento, ci sono ritardi e lacune nella gestione dei rifiuti plastici, tutto ciò accade in buona parte dei paesi mediterranei.
Ad oggi, dei 27 milioni di tonnellate di rifiuti plastici prodotti ogni anno in Europa, solo un terzo è riciclato, mentre il 50% in paesi come l’Italia, la Francia e la Spagna finisce ancora in discarica.

È infatti ferma al 6% la domanda di plastica riciclata nel mercato europeo. Oltre a danneggiare l’ambiente, l’inquinamento da plastica provoca danni economici ad attività come il turismo e la pesca.

L’impatto sul settore della pesca in Europa è stimato intorno ai 61,7 milioni di euro l’anno.
In termini di riduzione delle catture e di danni alle imbarcazioni e agli attrezzi, oltre al fatto che spiagge inquinate e sporche scoraggiano il turismo, conseguono un’importante perdita di posti di lavoro nel settore.

Pesca selvaggia in Cilento – foto: www.trekkingtv.it

SALVIAMO IL NOSTRO MARE

La buona notizia è che ripulire e proteggere il Mediterraneo dalle plastiche è possibile. Questo richiede l’impegno e la collaborazione di tutti: istituzioni, imprese e individui.
In questo report il WWF propone una serie di raccomandazioni per mettere in atto interventi che consentano di avere così un Mediterraneo senza plastica.

E’ disponibile anche il Report WWF 2019

Fonti:

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