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Ipoacusia: cos’è e come si potrebbe eliminare

L’ipoacusia, ovvero il “sentire meno”, è un disturbo che può insorgere anche nei giovani, e anche nei bambini. Secondo recenti ricerche, il 30% degli adolescenti soffrirebbe di danni all’udito.

IPOACUSIA TRASMISSIVA E PERCETTIVA

Esistono due differenti tipi di perdita dell’udito:

  • ipoacusia trasmissiva: quando colpisce la parte più esterna dell’orecchio, il condotto uditivo, la membrana del timpano e gli ossicini presenti nel timpano;
  • ipoacusia percettiva: quando lede il nervo acustico, che conduce il suono arrivato alla coclea dell’orecchio interno, fino alla specifica area uditiva del cervello.
    In quest’area elaboriamo e capiamo  il suono (una parola la udiamo con l’orecchio, ma la capiamo con il cervello).

Nelle persone non più giovani, oltre la presbiacusia, la sordità precoce può essere dovuta a diverse patologie: ipertensione, diabete, ipercolesterolemia possono danneggiare il nervo uditivo. Inoltre, nell’adulto si può manifestare la sordità secondaria a causa dell’esposizione a rumori professionali dannosi, la legge obbliga infatti, l’uso di protezioni.

IPOACUSIE INFANTILI, CAUSE E L’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI

Esse, possono insorgere per cause differenti: ereditarie, congenite o legate a particolari infezioni risalenti primissima infanzia, come, per esempio, l’otite effusiva.
Essa è un’infiammazione che coinvolge timpano e ossicini causata dal muco che ristagna e non si riassorbe con le cure. Questa otite è subdola, non dà dolore, ma solo riduzione persistente dell’udito.

La diagnosi di un’ipoacusia si fa attraverso la visita specialistica con il medico otorino. Lo specialista valuta la condizione del condotto uditivo e della membrana del timpano, ed effettua eventuali esami dell’udito.

foto articolo sordità congenità o acquisita: www.mamme.it

LA DIAGNOSI PRECOCE E’ FONDAMENTALE

La sordità grave in un bambino, infatti, può portare a disturbi del comportamento e al ritardo dell’uso del linguaggio.
Nelle scuole materne si segnalano i casi sospetti e si inviano per gli accertamenti, è necessario che i genitori facciano attenzione. Il bambino, se troppo spesso non risponde o non capisce, potrebbe non trattarsi solo di distrazione.

LE POTENZIALITA’ DELLE CELLULE STAMINALI

Esse sono capaci di differenziarsi in diversi tipi di cellule, e possono individuare quelle danneggiate e rigenerarle.
I ricercatori della Stanford Medicine, Rutgers University, MIT e Brigham and Women’s Hospital hanno scoperto un possibile trattamento per la perdita dell’udito.

Sotto le giuste condizioni, possono svilupparsi in cellule che sono molto simili alle cellule ciliate. Inoltre, sono in grado di differenziarsi in neuroni uditivi. Questi risultati, dimostrano le potenzialità di queste cellule per il ripristino dell’udito, pur essendo ancora in fase di studio clinico.
Le cellule staminali sembrano essere la risorsa ideale per la rigenerazione dei neuroni uditivi e cellule ciliate.

Cellule staminali mesenchiminali – foto: www.eurostemcell.org

Ad oggi, la perdita dell’udito è un problema che coinvolge circa 466 milioni di persone in tutto il mondo, di cui 34 milioni sono bambini.
Le cure farmacologiche e l’utilizzo di apparecchi acustici sono soluzioni efficaci ad arginare il problema, ma non a eliminarlo del tutto.
Penso sia un tema che merita maggiore attenzione, dato il numero impressionante delle persone che ne sono affette.

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