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Taxi e automobili volanti: benvenuti nel futuro!

Le automobili volanti sono da sempre nell’immaginario collettivo come mezzo di trasporto futuristico, soprattutto per la comodità che il mezzo potrebbe avere nella vita di tutti i giorni.

CENNI STORICI

Sin dal primo ventennio del XX secolo, sono numerosi i tentativi da parte di diversi progettisti e società di creare prototipi di aeromobili, ma per un motivo o per l’altro non andarono mai a buon fine.
Il primo esempio risale al 1917, ad opera di Gleen Curtis. Il suo “Autoplane” presentava scarse capacità di carico, ma nonostante risultasse entusiasmante, non volò mai e il progetto fallì.

Il secondo tentativo avvenne nel 1933, quando la U.S. Air Commerce Bureau: un ramo dell’aeronautica americana, istituì un corso rivolto a tutti i progettisti di aeromobili. L’opera che risultò più interessante fu il prototipo creato da Waldo Waterman, che aveva un funzionamento molto simile a quello di un normale automobile. Sfortunatamente, in quegli anni la Grande depressione colpì l’intera economia mondiale e il progetto non fu mai certificato.

Curtis Autoplane – foto: www.wikipedia.org

Dagli anni quaranta, sino all’epoca attuale si rilevano diversi tentativi di creare automobili volanti adatti alla produzione di massa: nel 1947 fu progettata la Convaircar, con abitacolo in fibra di vetro che poteva ospitare sino a 4 persone, e dotato di ali rimovibili nella parte superiore. Ma durante un test di volo, il veicolo precipita, uccidendo il pilota, quindi venne abbandonata anche quell’idea.

Convaicar – Model 118- foto: www.wikipedia.org

Nella prima metà degli anni settanta, la Advance Vehicle Engineers di Los angeles disegna la Mizar: un ibrido dal costo accessibile al pubblico. Purtroppo, anche la Mizar, durante un test di volo uccise il pilota e il suo inventore, chiudendo i battenti.

Curioso il caso del progetto Skycar ideato dal Dr. Paul Moller : nel 1989 aveva già effettuato con successo oltre 200 test di volo. Inspiegabilmente, la produzione di massa, prevista per il 2012, attualmente non risulta ancora certificata.


Skycar di P.Moller- foto: www.wikipedia.org

LA MOBILITA’ URBANA VERTICALE E’ IL FUTURO

I progetti più recenti risultano essere i più concreti, ovvero quelli creati dalle società AeroMobil e Terrafugia: L’AeroMobil 3.0 è un prototipo prodotto dalla compagnia slovacca  AeroMobil s.r.o.. Il modello è realizzato con un telaio in acciaio e la carrozzeria in fibra di carbonio, per un peso complessivo di 450 kg ed è spinta da un motore Rotax 912. Per prendere il volo, la vettura ha bisogno di 200 metri di rettilineo, mentre per atterrare gliene servono 50.

L’auto offre un’autonomia di volo di 700 chilometri ad una velocità massima di 200 km/h, mentre nell’utilizzo stradale arriva fino a 160 km/h, garantendo 875 km d’autonomia. Consuma 8 litri di carburante ogni 100 chilometri. Per decollare deve raggiungere i 130 km/h, ma ad alta quota può far scendere la velocità di volo fino a 60 km/h. Per usarla sarà necessario avere tutti i documenti di volo.

Presentata al “Piooner Festival” di Vienna nel 2014, potrebbe già essere in vendita da quest’anno ad un costo compreso tra i 200.000 e i 300.000 euro.

Aeromobil 3.0. foto: www.tecnoandroid.it

Terrafugia è una compagnia statunitense fondata nel 2006 da un gruppo di scienziati del MIT, e si occupa esclusivamente di produrre automobili volanti.
Dal 2019, la società mette in commercio (solo negli U.S.A.) la Transition. Negli Stati Uniti il veicolo può viaggiare in cielo e in strada e impiega meno di un minuto nella sua trasformazione da auto ad aereo.

Spinta da un motore Rotax da 100 CV, in volo la Transition è in grado di raggiungere 185 km/h ed ha un’autonomia di circa 700 km grazie a un serbatoio da quasi 90 litri. Funziona a semplice benzina verde. In strada, la trazione è sulle ruote posteriori, riducendo la velocità massima a circa 110 km/h e con un litro di benzina percorre oltre 10 km (6.7 L/100 km).

video estratto da youmedia.fanpage.it


Il modello si può prenotare con un deposito di 10.000 dollari, i prezzo finale, invece è di 279.000 dollari, intorno ai 240.000 euro. Per “portarla” è necessario ottenere la licenza e il brevetto di Light Sport Aircraft, soddisfacendo i requisiti richiesti e ottenibili dopo aver superato le 20 ore di volo.

TAXI DA PRENDERE “AL VOLO”

Infine, come non parlare dell’accordo siglato fra la coreana Hyundai e la californiana Uber Technologies: le due società collaboreranno per lo sviluppo di taxi elettrici volanti.
Alla marca di Seul, che nel 2018 aveva stanziato poco più di 1,3 miliardi di euro per la mobilità aerea urbana, sarà affidata la produzione e la distribuzione dei veicoli volanti, mentre Uber (che lavora ai taxi del cielo dal 2016) fornirà i servizi per la prenotazione dei viaggi. 

L’aereo elettrico della Hyundai, denominato S-A1 (o anche Urban Air Mobility Vehicle), permetterebbe a un pilota e tre passeggeri di compiere viaggi in città su tratte lunghe fino a 100 chilometri e a una velocità fino a 290 km/h. Visivamente, il mezzo si configura come un quadricottero, ovvero una sorta di elicottero a quattro eliche.
Il progetto è stato studiato quindi per il decollo e l’atterraggio verticali, alimentato da una batteria che si ricarica in 5-7 minuti. La quota operativa, invece, sarebbe compresa fra i 300 e 600 metri.

S-A1 Hyundai – presentazione – www.youtube.com

La piena operatività, secondo Hyundai, non si raggiungerebbe prima del 2028, in concomitanza con la commercializzazione del servizio e la regolamentazione di questo nuovo tipo di trasporto pubblico.

La promessa è che : “Il costo complessivo per produrre e utilizzare veicoli per la mobilità aerea urbana dovrebbe essere abbastanza basso da consentire a tutti di godere della libertà del volo”. ha affermato Shin Jai, responsabile della divisione per mobilità aerea urbana della Hyundai

La mobilità urbana verticale ridisegnerà da capo a piedi non solo i trasporti, ma anche l’ecosistema delle nostre città.
Le automobili volanti potranno alleggerire il traffico sulle strade tradizionali e rendere gli spostamenti cittadini molto più veloci.

Fonti:

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