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L’Antartide si scalda ed ecco i resti di un’antica civiltà

L’Antartide, con i suoi 14 milioni di km² è il quarto continente più vasto della Terra dopo Asia, Africa e Americhe. Le sue terre sono coperte per il 98% dai ghiacci dallo spessore di 1600 metri, rendendolo il continente più freddo e inospitale del pianeta.

Nel territorio è presente anche un’ampia zona ghiacciata chiamata banchisa (pack) nella quale si sviluppa uno dei più interessanti ecosistemi del pianeta e che rappresenta la fonte di cibo per cetaceipinguinipescifoche e molti uccelli.

Il continente, inoltre, è ricco di risorse minerarie mentre le risorse petrolifere valutate ammontano a circa 40 miliardi di barili. Sono presenti anche i più grandi giacimenti di carbone ferro con grandi quantità di nichelmanganese uranio.

LO SCIOGLIMENTI DEI GHIACCIAI

Le terre del circolo polare antartico, assieme ai suoi ghiacci, hanno un importante compito nell’equilibrio climatico-ambientale del pianeta. Ogni variazione della calotta si ripercuote sull’equilibrio termico planetario, sulla circolazione oceanica e atmosferica nonché sul livello del mare. Questo equilibrio è fortemente compromesso dal riscaldamento globale e rischia di avere un forte impatto sulla nostra civiltà e sui meccanismi naturali del nostro pianeta.

Secondo i dati di una ricerca pubblicata su Nature, nei 25 anni compresi tra il 1992 e il 2017, l’Antartide perde complessivamente 2.700 miliardi le tonnellate di ghiaccio. Questo sta comportando un aumento medio del livello del mare di circa 8 millimetri.
Inoltre, si registra una sensibile accelerazione del tasso di scioglimento, passato dai circa 49 miliardi di tonnellate l’anno perse nel periodo compreso tra il 1992 e il 1997 ai 219 miliardi di tonnellate sciolte tra il 2012 e il 2017.

Jennifer Francis, scienziato presso il Woods Hole Research Center afferma che lo scioglimento dei ghiacci non solo influenzerà le alte latitudini, ma modificherà profondamente “le correnti oceaniche, i venti e i modelli di precipitazione nelle regioni temperate e tropicali“. 

Considerando che circa il 40% della popolazione mondiale vive in aree costiere, sviluppare ricerche multidisciplinari sui cambiamenti climatici e sulle variazioni di livello marino è di fondamentale importanza per elaborare scenari precisi sull’evoluzione futura del clima e sui conseguenti impatti sulle società umane.

Isola di Livingston-Antartide- foto: www.greenme.it

VIRUS SOTTO IL GHIACCIO

Un team di ricerca composto da scienziati cinesi e statunitensi ha esaminato due campioni di ghiaccio di 15.000 anni fa prelevati dall’Altopiano tibetano, rilevando 33 virus, molti dei quali sono risultati sconosciuti.
Secondo la ricerca pubblicata sulla rivista BioRxiv, i virus potrebbero essere rilasciati nell’atmosfera a seguito del riscaldamento globale e dello scioglimento del ghiaccio. 

Scott Rogers, un professore della Bowling Green State University e autore del libro “Scongelare antichi microbi: genomi emergenti in un mondo più caldo“, scrive che “questa situazione potrebbe scatenare una piaga incurabile che potrebbe compromettere l’esistenza della vita sul pianeta.
I pericoli racchiusi nel ghiaccio sono reali e, con gli aumenti dello scioglimento del ghiaccio in tutto il mondo, aumentano anche i rischi derivanti dal rilascio di microbi patogeni nell’ambiente”.

IL CORONAVIRUS NON COLPISCE IL POLO SUD

Da quando ha registrato i suoi primi casi in Cina, la pandemia di Coronavirus si è diffusa in tutto il mondo, colpendo circa 1,8 milioni di persone e facendone morire oltre 100 mila.
L’Antartide, ad oggi è l’unico luogo del nostro pianeta che il COVID-19 non ha raggiunto.
Nel territorio sono presenti dozzine di basi di ricerca internazionali che costeggiano la costa del continente di più recente scoperta. La più grande base è la stazione americana di McMurdo, che può ospitare fino a 1.200 persone.

Il continente non ha né un governo né popolazione indigena, mentre viene utilizzato come riserva scientifica. Nel 1961 entra in vigore Il trattato antartico che vieta l’attività militare, così come la ricerca di minerali.

I governi però vogliono davvero sapere cosa c’è sotto il ghiaccio, anche se il petrolio antartico è estremamente difficile e costoso da estrarre.
Per ora è impossibile prevedere come sarà l’economia globale nel 2048, anno in cui verrà rinnovato il protocollo che vieta la prospezione antartica, allora il continente diventerà davvero terreno di conquista delle grandi potenze.

LA TEORIA DELLO SLITTAMENTO DELLA CROSTA TERRESTRE

Negli anni ’60, il professor Charles Hapgood propose una nuova teoria che permetteva di spiegare in maniera semplice e brillante il susseguirsi dei periodi di glaciazione sul nostro pianeta. Attraverso le sue ricerche venne gettata nuova luce sull’esistenza di enigmatiche mappe rinascimentali dell’Antartide.

Lo storico statunitense si chiese se, per caso, non fosse stato il peso stesso della calotta glaciale a sbilanciare periodicamente la Terra, provocando le glaciazioni. Assieme al suo collaboratore, l’ingegnere James Campbell, concluse che la crosta terrestre poggia sopra una massa interna più morbida, virtualmente liquida. Il peso della calotta polare raggiunge il punto critico, la crosta più esterna scivola sul globo terrestre fino a trovare un nuovo stato di equilibrio.

Quindi, mentre l’asse terrestre resta fisso, mantenendo le zone più fredde localizzate nei poli nord e sud, la crosta continentale scorre. Per esempio, se l’Europa dovesse scivolare di circa 3.000 chilometri verso nord, entrerebbe nella zona polare e si ricoprirebbe di ghiaccio

Durante l’ultima “era glaciale” la baia di Hudson, in Canada, si trovava al polo nord, perciò tutta l’America settentrionale era sotto la morsa dei ghiacci. La fine dell’era glaciale, avvenuta circa 18.000 anni fa, stando a Hapgood coincise con lo scorrimento della crosta terrestre. Gradualmente l’America slittò verso sud e i ghiacci si sciolsero nel volgere di 10.000 anni.

Inondazioni, terremoti e attività vulcaniche decimarono la flora e la fauna del Nord America e dell’Eurasia: le ceneri eruttate offuscarono i cieli della Siberia, i raggi del sole non poterono filtrare e la temperatura precipitò. Gli sconvolgimenti climatici costrinsero i giganteschi mammut a lasciare definitivamente la Siberia che, avvicinandosi sempre più al circolo polare, si stava trasformando in una terra inospitale caratterizzata dalla neve e dal permafrost, il terreno permanentemente gelato.

Particolare del “Mappamondo di Oronzio Fineo” del 1531-curiosa la presenza di Antartide scoperta 300 anni dopo. Foto: www.shan-newspaper.com

PIRAMIDI IN ANTARTIDE

Attraverso le immagini satellitari di Google Earth è stata recentemente scoperta l’ultima di un gruppo di tre piramidi coperte di neve.
Le implicazioni di questa scoperta sono molto complesse, e se accettate, potrebbero rovesciare il mondo scientifico. Nessun libro di storia ha mai menzionato una civiltà antartica con le capacità e la tecnologia necessarie per erigere enormi piramidi.

Gli studi effettuati dalla British Antartic Survey (BAS) confermano che circa 100 milioni di anni fa il clima antartico era molto diverso da oggi. In quell’epoca, infatti, il continente era ricoperto da lussureggianti foreste pluviali, simili a quelle che troviamo al giorno d’oggi in Nuova Zelanda.

Piramide di Nunatak – foto da Google Earth.

Le prove che un tempo l’Antartide era un posto ospitale per la vita umana, insieme al recente ritrovamento delle piramidi, rende concreta la possibilità che sulla Terra esistessero civiltà altamente tecnologiche molto prima della nostra.
Nonostante ciò, la scienza ufficiale afferma che la ruota non fu inventata fino a 6.000 anni fa. Allo stesso tempo, si dice che gli esseri umani anatomicamente moderni abbiano padroneggiato il fuoco solo 125.000 anni fa.

Alla prova dei fatti non dovrebbe essere difficile accettare che non siamo i primi e, anche se potrebbe sembrare così, probabilmente non saremo gli ultimi.
Riconoscere ciò comporterà un cambiamento drastico sulla concezione della storia della nostra umanità.

Fonti:

4 commenti su “L’Antartide si scalda ed ecco i resti di un’antica civiltà”

  1. Tante cose non vengono rivelate. Perché religioni economie cadebbero con la loro logica e enesistente.Diciamo è un’altra forma di schiavitù

    1. ma infatti, pensa se si scoprisse un”antica civiltà vissuta millenni prima della preistoria e della storia della creazione.
      Ci sono troppi interessi per raccontare la storia in maniera corretta.

  2. Credo sia facile con le tecnologie attuali, appurare se le ‘piramidi’ sono di roccia omogenea, tipo Cervino per intenderci, o formate da monoblocchi. Solo in quest’ultima ipotesi sarebbe una scoperta davvero rivoluzionaria.

  3. Pingback: L'Italia non è un paese unito e la malainformazione dilaga - Le Verità Nascoste

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