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L’Italia non è un paese unito e la malainformazione dilaga

Sono certo che questo 2020 sia l’anno in cui sia necessario darsi una svegliata: cosi non si può andare avanti. Pretendiamo di avere il meglio ma non facciamo nulla di concreto per ottenerlo e viviamo le nostre vite in attesa che qualcun’altro risolva i problemi del mondo per noi, quando noi tutti nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per il bene comune.

L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO

Smog nel nord Italia – foto: www.tviweb.it

Io vivo in Lombardia, una delle regioni al mondo che oltre ad essere una delle più colpite dalla pandemia del Coronavirus, si trova in una delle aree più inquinate in Europa. Questo accade perchè il catino padano è circondato dalla catena montuosa alpina che influenza il regime dei venti, la cui intensità risulta generalmente molto debole. Si viene a creare, quindi, un vero e proprio tappo che impedisce il ricambio d’aria. L’accumulo degli inquinanti in prossimità del suolo, dove la loro concentrazione, giorno dopo giorno, non fa altro che aumentare.

Il ritorno alla normalità si sta delineando sempre di più verso le situazioni concatenate che hanno portato al recente lockdown. Nonostante ciò le istituzioni non hanno preso le misure necessarie per impedire che ciò accada di nuovo.

Ma non è solo colpa del governo, se noi in quanto cittadini non ci opponiamo e continuiamo a pagare tasse in un paese come l’Italia che secondo i dati dell’European Environment Agency è il Paese con il maggior numero di morti per inquinamento ambientale.

CIASCUNO PENSA SOLO AL SUO ORTICELLO

sciopero clima – foto: www.ilfattoquotidiano.it

Questo è una dei maggior difetti che ha la maggior parte delle persone, non rendendo unite le comunità e non aiutando certo a risolvere i problemi che riguardano tutti.
Siamo bravi e ci impegniamo molto quando dobbiamo ottenere giustizia per noi stessi o per i nostri cari, che si tratti di un rimborso dalla compagnia telefonica che la tira per le lunghe o risolvere qualche disputa condominiale. Nel frattempo però respiriamo aria inquinata che ci uccide lentamente e non facciamo nulla per risolvere il problema.

In generale pensare come una comunità significa anche provare a dare un futuro migliore alle prossime generazioni. Se oggi siamo quelli che siamo, lo dobbiamo soprattutto a quei partigiani che oltre settant’anni fa hanno combattuto e sono morti per sconfiggere quell’orrendo regime dittatoriale regalandoci così la libertà di parola e di pensiero. Purtroppo penso che non siamo ancora in grado di sfruttarle entrambe per ottenere quello che ci serve veramente per vivere una vita migliore.

NOI SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO

Con questa citazione di Feuerbach del 19esimo secolo, c’è un’altro aspetto importante che vorrei sottolineare dell’alimentazione, ovvero: siamo sicuri che sappiamo per certo la provenienza del cibo che compriamo?
Intanto poniamo l’attenzione su come sono stati presi d’assalto i supermercati soprattutto durante la quarantena imposta durante la pandemia.
Questo dopo che qualche mese prima, nel programma Report, su Rai 3 è andata in onda un’inquietante inchiesta sul pesce prodotto in acquacoltura presente nelle maggiori catene di supermercati.

Nel servizio si parla di quanto la pesca illegale intacchi le aree marine protette destinate al ripopolamento dei mari e i giovani esemplari di pesci che in questo modo non riescono a riprodursi e a rinfoltire le proprie specie.
La conseguenza è che il pesce pescato oggi è in grado di coprire solo una parte della richiesta del mercato. Circa il 50% del pesce che arriva sulle nostre tavole è allevato. La produzione intensiva di pesce in acquacoltura pone però interrogativi e problemi.

Gli antibiotici usati su vasta scala, i mangimi costruiti artificialmente con l’aggiunta di additivi sintetici e ad alto contenuto di grasso: tutto alla fine finisce nelle carni del pesce allevato e quindi nei nostri piatti. Per compensare l’enorme richiesta di pesce del mercato europeo, intanto, ogni anno migliaia di tonnellate vengono importate dall’estero.

LA REALTA’ E’ CHE IL VIRUS E’ ANCORA VIVO

Coronavirus batterio – foto: www.ilmessaggero.it

Durante il lockdown internet è stato fondamentale per restare in contatto con i propri cari.
Ma dall’altra parte sia sul web che in tv, abbiamo ricevuto innumerevoli informazioni, molte delle quali fake news che non hanno fatto altro che rendere confusionale il periodo storico che stiamo vivendo.
Quello che succede nel post Covid però è esilarante: sembra che sia tutto finito.
Ci sono politicanti da strapazzo in Italia che organizzano proteste contro il governo in barba alle misure anti-contagio: selfie senza mascherine, inviti a infrangere le regole e assembramenti di ogni tipo. In rete vediamo questi video quotidianamente e molte persone potrebbero pensare che è tutto finito e il rischio di una nuova quarantena non esista.

Penso che la diffusione di questi video siano molto pericolosi e influenzino negativamente la popolazione. Sinceramente io non voglio rimanere di nuovo chiuso in casa per colpa di questi scellerati. I politici sono lo specchio del popolo ?…siamo messi bene direi.

LA VERA TENDENZA E’ QUELLA DI OSCURARE LE QUESTIONI IMPORTANTI

Censura stampa – foto: www.terzobinario.it

Come dicevo prima, ogni giorno riceviamo ogni sorta di notizia, soprattutto in rete. Spesso e volentieri i mass media sono bravi a “oscurare” quelle che contano sostituendole con quelle che poi sono di “tendenza”.
La mia opinione è che storie come quella di Silvia Romano (e l’odio ingiustificato nei suoi confronti) e il caso Bonafede (tanto rumore per nulla) siano argomenti di discussione montati ad hoc per distrarre le masse.
Distrarre da cosa? ecco un piccolo elenco:

  • ancora oggi paghiamo i caselli autostradali alla famiglia Benetton dopo i morti di Genova…le togliamo o no queste concessioni?
  • Ma i famosi 49 milioni di euro rubati dalla Lega (nord) e i finaziamenti russi? no, dai parliamo di Salvini a Mondragone.
  • I fondi europei come li usiamo? miglioriamo la sanità, investiamo per il dissesto idrogeologico e un’economia green oppure finiranno nelle tasche dei soliti amici degli amici?
  • La povertà nel post Covid è aumentata, soluzioni concrete ne abbiamo? paghiamo tasse per poter lavorare, mangiare e crearci un futuro sereno: cosi non va bene per niente.
  • Come è possibile che il boss Messina Denaro è ancora a piede libero? eppure le tecnologie e le persone qualificate esistono per arrestarlo.
  • La criminalità organizzata non si trova solo al sud. Ricordiamoci ad esempio della recente scoperta di un giro di operazioni sospette da oltre 1 miliardo di euro sotto gli occhi della “Madunina“.
  • La questione dell’ex Ilva di Taranto? Il forte vento e pioggia di qualche giorno fa ha sollevato grandi quantitativi di polveri siderurgiche e minerali  provenienti dallo stabilimento. Le proteste dei cittadini come sempre rimangono inascoltate.

BERLUSCONI NON E’ UN MARTIRE DELLA GIUSTIZIA

Berlusconi Cosa nostra – foto: ilfastidioso.myblog.it

I recenti audio saltati fuori dal nulla dove il defunto giudice Amedeo Franco (uno dei 5 giudici di Cassazione che nel 2013 lo condannò definitivamente per frode fiscale ) diceva a Berlusconi che non era d’accordo con quella condanna.
Al seguito della diffusione di questa conversazione, parte del sistema mediatico difende a spada tratta il Cavaliere, definendolo vittima della giustizia italiana.

Ricordiamoci tutti che Berlusconi ha finanziato Cosa Nostra, stampiamocelo in testa, in un paese normale lo avrebbero tagliato fuori da anni dalle istituzioni.
Nella sentenza di I grado sulla Trattativa Stato-Mafia c’è scritto che i pagamenti di Berlusconi alla mafia continuarono fino a dicembre 1994. Ovvero Berlusconi pagò la mafia anche da Presidente del Consiglio. Questo avveniva dopo che Cosa Nostra aveva fatto saltare in aria Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino più 8 agenti della scorta e 10 civili tra cui due bimbe.

La storia è la memoria di un popolo, e senza una memoria, l’uomo è ridotto al rango di animale inferiore” disse Malcolm X. Non dimentichiamoci del passato, prima che personaggi come il nostro Silvio rischiano di rifarsi una nuova verginità.

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